Giovanni Favia

Ci hanno rubato un sogno. Andiamo a riprendercelo.


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La politica, vecchia e nuova, esce distrutta da queste elezioni regionali. I cittadini hanno bocciato uno scenario tripolare recitato da PD, M5s e FI, padroni del circo mediatico nazionale. Si sono rifiutati in massa di andare a votare questi brand. Uno sciopero elettorale. Ha retto solo la Lega nord, politicamente resuscitata. Ci si aspetterebbe una seria autocritica da parte di chi ha fatto carne da porco della politica regionale, invece ci si alterna tra silenzi, frasi retoriche e addirittura festeggiamenti. E’ il caso del “Bugani-pensiero” che animato da una fissazione che ha del patologico, esprime alla stampa il suo primo concetto post voto: “I dissidenti hanno perso, noi siamo cresciuti”. Ma cosa beve Bugani?

La sua ossessione gli ha provocato qualche allucinazione. Io non solo non ero candidato (nonostante le tante richieste sono sempre stato fermo nel non voler fare il secondo mandato) ma addirittura sono rimasto per scelta fuori dalla campagna elettorale, basta guardare il mio FB e le agenzie di stampa. L’ho annunciato in tempi non sospetti con questo comunicato. Ho contribuito a fondare “Liberi Cittadini” e di questo ne sono orgoglioso, ripetendo però in ogni dove che LC non era la lista di Favia e nemmeno un concentrato di ex grillini.

Appena presentate le liste mi sono tirato fuori da ogni incarico interno, il mio compito di aggregatore di diverse realtà regionali era finito. Essere riusciti a presentarsi è stata di per sé un’impresa. Non avevamo soldi, testimonial, nulla. Eravamo presenti solo in 6 province su 9 (per questo il dato percentuale regionale è così basso) ed eravamo coscienti che raggiungere quorum fosse una chimera. Allora perché partecipare? perché in politica il più delle volte non si inizia vincendo, ma perdendo. “Liberi Cittadini” ha perso una lotta impari contro l’anonimato e non è certamente responsabile dell’astensionismo (semmai l’ha arginato di pochissimo). Quando una lista è basata sul volontariato non è semplice trovare le enormi forze che necessitano per bucare il muro dell’indifferenza. Diversa cosa per il partito di Grillo, per il PD e per FI. Loro sono al centro delle cronache nazionali tutti i giorni e proprio per questo i cittadini hanno deciso di non votarli. Hanno fatto passare alle persone la voglia di partecipare alla vita democratica del loro paese. Invece di chiedere scusa festeggiano.

Bugani parla poi delle indagini in regione come di un fattore penalizzante; semmai è vero il contrario essendo stati gli altri partiti quelli colpiti da veri e propri scandali tra sex toys, ostriche e gioielli. Nulla di riprovevole invece è uscito sugli ex consiglieri 5s. Il festival del mirror climbing del capetto 5stelle locale scivola poi su alcuni cattivi senatori 5s che non avrebbero fatto campagna elettorale. Peccato che il primo a boicottarla e a incrociare le braccia sia stato Beppe Grillo stesso. Infine ciliegina: la colpa è dell’assistente di un parlamentare 5s che dalla sua potente pagina Facebook personale invitava a non votare 5 stelle. Delirio. Le scuse stanno a zero, per il 5s è stata una débâcle. Ne è riprova le dimissioni del capogruppo riminese Camporesi. Anche per il PD è stata una disfatta, con la differenza che loro saranno per l’ennesima volta a capo della cupola regionale. Grazie.

Nel 2010 l’M5s era un fenomeno marginale, di nicchia. In Campania per esempio si attestava all’1,5 % in Veneto e al 2,5 %. Nessuno (tranne Fassino), li derideva per lo scarso risultato elettorale come il fedele Bugani ha fatto oggi con Liberi Cittadini (con la differenza che LC non ha né Grillo, né un blog da 500.000 ingressi e che è nata in 3 mesi mentre il movimento nel 2010 era già in lavorazione da 3 anni). In Emilia-Romagna avvenne però un miracolo. Come candidato presidente del M5s presi alle elezioni regionali 161.000 voti. Fu il primo risultato rilevante del M5s, che gli fece fare il salto di qualità. Eravamo diventati la roccaforte nazionale. Ci fu poi un secondo grande passo avanti, con l’elezione dei sindaci Pizzarotti e Fabbri rispettivamente a Parma e Comacchio, frutto proprio dell’ottimo livello del movimento in queste terre.

Con il successo arrivò anche la degenerazione dei vertici, la psicosi di complotti interni, la fobia della crescita di persone che potevano essere non controllabili, le faide, le lotte per le poltrone che iniziarono ad arrivare (vedi proprio Bugani nel 2011 in comune) etc etc. Poi le espulsioni, le diffide via blog, le esclusioni dalle liste, i conflitti d’interessi. Se invece di degenerare, il m5s avesse seguito la scia emiliano romagnola (quella sana e sostenuta dalla base, non dai vertici), oggi festeggerebbe il suo primo presidente di Regione. Le dimissioni di Errani per motivi giudiziari sarebbero state il colpo finale per un PD regionale sempre più isolato e alle strette. Invece è lì a spellarsi le mani perché l’unica e vera lista civica, nata dal basso in soli 3 mesi, non è riuscita fare il quorum. Applausi.

Chiudo con due dati:

Elezioni marzo 2010: Favia voti 161.000 / sondaggi m5s nazionale 2% (nella prima parte dell’anno non pervenuto nei sondaggi)

Elezioni novembre 2014: Gibertoni voti 167.000 / sondaggi m5s nazionale 20% (un anno prima 25%)

Elezioni politiche 2013: voti m5s 658.579 (-500.000 voti in un anno e mezzo)

Trovo paradossale che l’M5s festeggi, rispetto un’elezione di 5 anni fa (in cui non esisteva a livello nazionale), 6.000 voti in più sul candidato presidente, senza la minima autocritica sulla perdita rispetto le nazionali di un anno e mezzo fa di mezzo milione di voti in una sola regione. Da quando Casaleggio l’ha nominato commissario politico della regione, ha fatto un ottimo lavoro.
Un fantastico harakiri a 5 stelle.

favia_mazzanti

A luglio lanciai nell’incredulità generale il progetto di una lista civica regionale, partendo da una rete di mie conoscenze personali. Avevamo un sogno: riuscire a presentarci alle elezioni e dimostrare che ci si poteva autogestire dal basso e che la società civile, quella vera, non era defunta del tutto.

Decidemmo di organizzarci spontaneamente per costruire una realtà orizzontale e federativa, capace di andare oltre i confini del singolo comune. E’ seguendo questo spirito che ho rifiutato le insistenti richieste di una mia candidatura come presidente: sarebbe stato il percorso più facile e veloce, ma anche il meno ambizioso ed innovativo.

In queste settimane abbiamo lavorato duro, sudato, sofferto e gioito insieme ed oggi possiamo dire che la nostra prima battaglia l’abbiamo vinta: “Liberi Cittadini” correrà alle prossime elezioni regionali. Finalmente so per chi votare e a chi lasciare in “eredità” il mio lavoro consiliare di questi anni, che molti di voi hanno seguito, sostenuto ed apprezzato.

Il nostro candidato presidente è un consigliere comunale civico, con la schiena dritta e le mani pulite. Si chiama Maurizio Mazzanti. Adesso inizia la vera campagna elettorale ed è giusto che sia lui per primo, insieme agli altri candidati, a raccontare agli emiliano romagnoli la nostra idea di regione, libera, virtuosa ed onesta. Io lascio tutti gli incarichi ricoperti (formalmente o di fatto) per conto della lista negli ultimi tre mesi.

Essere riusciti ad organizzarsi e a raccogliere le firme in 7 province in un solo mese è stato qualcosa d’incredibile e ne sarò per sempre orgoglioso. Mai prima d’ora un’unione di liste civiche si era organizzata arrivando fino al livello regionale! Abbiamo già vinto…

Da oggi in poi sarò vicino a Maurizio e a tutti i candidati come semplice attivista. I nostri nemici non saranno gli altri partiti o pseudo tali, i quali impreparati e privi di credibilità sono concentrati nella lotta interna al partito-agenzia per il posto in consiglio. I nostri nemici, quelli tosti da sconfiggere saranno l’anonimato e l’astensione. Infatti con una probabile bassa affluenza alle urne andranno a votare solo i tifosi dei vari partiti e chi ha clientele o interessi da difendere.

Noi vogliamo invece riportare al voto i liberi cittadini, quelli che non hanno spento il cervello, quelli che non sono ancora rassegnati all’idea che bisogna adeguarsi al meno peggio, che non ci siano alternative. Le alternative arrivano se tutti noi mettiamo il nostro mattoncino e il nostro voto per costruirle e farle crescere. Avanti tutta!

carlino_nas

Fare il consigliere d’opposizione serve, eccome! Un giorno, leggendo le delibere di giunta (sono uno dei pochi che lo fa), mi trovo davanti a una transazione di 5 milioni di euro tra l’ASL di Modena e una coop di costruzioni. Ho cercato di andare a fondo a questa storia…

Il risultato di un anno di lavoro è stato un esposto alla procura, quanto pare non proprio campato in aria. La sanità, oggi, il bancomat della politica. Poi si indignano per i tagli….

cona

Una cosa è certa: la merda dall’ospedale di Cona cadeva più velocemente di quanto non stia andando avanti la causa risarcitoria che l’azienda ospedaliera di Ferrara sta portando avanti nei confronti di ProgEste. Nei giorni scorsi, infatti, il giudice del lavoro di Bologna ha affidato a un consulente il compito di ricostruire quanto successo a marzo del 2013 quando una pioggia di liquami piombò sulla sala d’aspetto del triage. Su quell’episodio avevo subito presentato una interrogazione Continua a leggere

conferenza stampa liberi cittOggi i nuovi movimenti civici sono l’unica alternativa ai partiti. Dopo il successo nei comuni siamo pronti a portare la stessa determinazione e libertà d’azione anche in regione, un esperimento mai fatto prima. Una federazione di liste civiche che unisca tutte le esperienze di autentica partecipazione dal basso, fuori dalla logica clientelare del sistema dei partiti che governa l’Emilia-Romagna. Questa mattina a Bologna abbiamo presentato la lista Liberi Cittadini per l’Emilia Romagna, che si candida a concorrere alle prossime Continua a leggere

trc protesteVorrei esprimere tutta la mia solidarietà agli attivisti che, tra giugno e luglio, hanno bloccato i cantieri del TRC e che in questi giorni stanno ricevendo gli avvisi di garanzia, indagati come dei criminali. Sono con loro, dalla loro parte, pronto a scendere di nuovo in strada per fermare un’opera concepita male e realizzata ancora peggio. Chi manifestò, in quelle occasioni, un dissenso più che legittimo oggi siede sul banco degli imputati quando tra Rimini e Riccione si sta compiendo l’ennesimo scempio, un’altra Continua a leggere

venturiÈ con un il gelo nel cuore che ho appreso della morte di Giacomo Venturi. L’avevo conosciuto bene in questi anni per via dei nostri frequenti scontri politici. Uomo politico di peso, architrave del PD Bolognese, era con lui che bisognava scontrarsi, specie su urbanistica e mobilità.

L’ho criticato spesso, con parole anche dure ma mai Continua a leggere

libericittadiniIl 23 novembre si terranno le elezioni regionali in Emilia-Romagna. Il PD, “ditta” che comanda il nostro territorio dal dopoguerra ad oggi, si presenterà alle elezioni per perpetuare per altri 5 anni il proprio sistema di potere e clientele. Nonostante tutti gli indicatori regionali (dalla mobilità all’agricoltura, al turismo, alla sanità etc) ci dicano come le politiche del governo Errani siano state completamente fallimentari, nonostante gli Continua a leggere