Giovanni Favia

Ci hanno rubato un sogno. Andiamo a riprendercelo.


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palude

L’hanno definita una giungla. Per me assomiglia di più a una palude nella quale, ogni giorno che passa, il rischio di sprofondarci dentro diventa sempre più elevato. Se non avete letto con attenzione il dossier sulle società partecipate compilato dal commissario Cottarelli fareste bene a darci un’occhiata perché potreste capire cosa sono diventate nel corso degli anni le nostre istituzioni. 

Luoghi della partecipazione democratica alla vita politica ma che lentamente hanno mutato la propria pelle fino a diventare delle piovre dai mille tentacoli, il cui unico obiettivo è diventato quello di partecipare agli affari, fare soldi, guadagnarli ma, molto spesso, perderli. Tanto, vale la pena ricordarlo, sempre di denaro pubblico stiamo parlando. E allora tanto vale buttarli dalla finestra anche strapagando dirigenti che guadagnano quanto e come il presidente della Repubblica.

Dall’indagine di Cottarelli emerge come in Emilia Romagna le società partecipate da un ente pubblico (Regione o Comune che sia) sono più di 500. Quasi la metà, 232, ha un patrimonio superiore a un milione di euro. Secondo il ROE,  l’indice sulla quale si basa la ricerca e che misura la redditività (ovvero quanti euro di utile netto la società ha saputo realizzare per tot di euro di capitale investito), quasi il 30% delle partecipate emiliano romagnole hanno indici negativi, quindi in perdita (la valutazione si basa sui dai del 2012). Alcune di poco, altre creando una voragine che la montagna di soldi pubblici non è mai stata in grado di tappare.

Da quando sono entrato in Regione ho chiesto molte  volte il piano industriale di alcune partecipate per capire se aveva senso per la Regione finanziare piani di investimento di queste società. Ovviamente la risposta è stata sempre negativa. Vietato sapere, altrimenti chissà cosa verrebbe fuori. D’altronde le premesse non sono mai state delle migliori.

La Regione ha le mani in pasta, direttamente o indirettamente, in oltre 200 società: 71 enti di diritto privato controllati (fondazioni, comitati, osservatori), 40 enti pubblici vigilati (consorzi, enti di gestione, istituti), 30 partecipate in modo diretto che però, a loro volta, estendono un ulteriore controllo su altre 60 società. Se avete già il mal di testa e non siete abituati al giochetto delle scatole cinesi vi consiglio di guardare questo grafico.

A questo punto la domanda è: perché continuare a investire, spendere e spandere soldi pubblici in società che sono in costante perdita? Nel 2011 denunciai lo spreco di fondi per l’aeroporto di Forlì. Allora dalla Regione arrivarono tre milioni concessi senza che nessuno avesse avuto la briga di leggere uno straccio di piano industriale, tanto che la comunicazione ufficiale della Giunta, all’epoca sosteneva che “la società di unificazione delle attività aeroportuali di Forlì e Rimini ha ancora in corso di completamento la stesura del piano industriale che si articolerà lungo le direttrici previste dalla legge regionale 4/2011 di riferimento per la stessa spa”. Quel piano industriale, alla fine, non arrivò mai e nonostante i cospicui finanziamenti la società partecipata fallì.

Visto che nessuno all’epoca volle ascoltarmi, adesso che abbiamo dei dati più “autorevoli”, abbiamo intenzione di utilizzarli per fare un’analisi che si basi su costi/benefici oppure li lasceremo marcire nei cassetti? D’altronde gli esempi da cui patire non mancano.

Dal dossier Cottarelli emerge che tra le venti società con maggiori perdite in Italia tre sono emiliano romagnole. Tra queste c’è Aeradria SpA (società di gestione dell’aeroporto Federico Fellini di Rimini e della Repubblica di San Marino), nella quale la Regione Emilia-Romagna partecipa con una quota del 7,6%, ed ha investito negli ultimi cinque anni circa 1,5 milioni, società che sembra avere un debito di circa 50 milioni di euro. Chi ha il coraggio di chiamarlo buon investimento?

treno-

Sulla Modena-Sassuolo la Giunta, come nel suo stile, continua a elencare le solite promesse. “Faremo, stiamo provvedendo, ne stiamo parlando”. Intanto sui treni che collegano le due città, in questi giorni interessati anche dai tanti eventi del Festival Filosofia, i passeggeri continuano a viaggiare in condizioni a dir poco paradossali.

Qualche giorno fa la Ginta ha risposto alla mia interrogazione (leggi qui) dove segnalavo, per l’ennesima volta, i tanti disservizi presenti sulla linea, primo tra tutti l’impossibilità da parte degli utenti ad acquistare e obliterare i regolari titoli di viaggio. Nella sua risposta l’assessore Peri ha ammesso candidamente che per almeno un anno sulla Modena-Sassuolo si è viaggiato gratis, senza che nessuno si sia mai preoccupato di occuparsi della vendita e obliterazione dei biglietti, né tantomeno dei controlli degli stessi sui treni. Una situazione francamente paradossale (leggi qui la risposta).

A Peri avevo chiesto di quantificare il danno economico subìto da questa assurda negligenza ma non ho avuto risposta. L’assessore si è limitato a sostenere che l’installazione delle obliteratrici, inizialmente prevista per il mese di marzo del 2014, è slittata ma è in via di “superamento”. Peccato che, come dimostrano anche alcune testimonianze sui social network nelle ultime settimane, sulla linea ferroviaria non è cambiato assolutamente nulla. Tanto che anche oggi chi fa la spola tra Sassuolo e Modena per poter partecipare agli eventi del Festival Filosofia è costretto a farlo da abusivo.

Nella risposta fornita dall’assessore Peri, inoltre, si fa riferimento a un progetto di riqualificazione della linea, ora allo studio di tutti gli enti e i soggetti interessati. Si parla addirittura di treni a 100 km/h in alcune tratte, la soppressione di alcune fermate (almeno tre) e il rinnovo del materiale rotabile. Progetti e promesse che chissà se avranno mai attuazione visto che Regione, Fer, Tper e Seta in tutti questi anni non sono riusciti nemmeno a garantire le condizioni minime di viaggio, facendo pagare il biglietto.

(Ne hanno parlato: il Resto del Carlino, la Gazzetta di Modena, Sassuolo 2000)

7PiccoliIndiani

Il ritiro di Richetti, dopo quello di Bianchi e di Palma Costi, dimostra che chi dice di fare un passo in avanti poi è disposto a farne due indietro pur di guadagnarsi qualche poltrona. Nel PD chi si candida ormai lo fa con l’unico scopo di far pesare come un macigno il suo ritiro in una successiva trattativa. Il tutto per strappare qualche incarico, nulla più. Ormai siamo alla farsa più totale. Le primarie sono diventate per il PD un nuovo modo per fare campagna elettorale a costo zero, anzi incassando Continua a leggere

emissioni Co2Mentre nel Pd giocano a farsi la guerra sui giornali, per conquistare la prestigiosa poltrona di viale Aldo Moro in vista dell’elezioni regionali, gli emiliano romagnoli stanno soffocando sotto le emissioni di Co2. Nel 2013 sul nostro territorio le emissioni sono cresciute del 8,5% rispetto all’anno precedente, grazie anche a ben 72 nuovi impianti per lo più nel settore della ceramica.
Eppure nella maggioranza avevano provato a farci credere che la nostra salute era importante Continua a leggere

fantozziBloccare gli stipendi degli statali non è (e non lo è mai stata) la panacea per tutti i mali. Il blocco delle retribuzione nella Pubblica Amministrazione, che è in vigore da quasi cinque anni, non ha mai avuto l’effetto di frenare la corsa della spesa pubblica, anzi. Anche un bambino, arrivati a questo punto, capirebbe che evidentemente non sono le retribuzioni degli insegnanti, delle forze di polizia, del personale della sanità e delle pubbliche amministrazioni a far aumentare il deficit, ma ben altro. Un esempio? Anni fa Adriano Olivetti diceva che nessun dirigente, neanche il più alto in grado, dovrebbe guadagnare Continua a leggere

GazzoloPSDCi siamo, è iniziata la bagarre elettorale e gli assessori regionali della Giunta Errani se ne escono ogni giorno con dichiarazioni che sono veri spot elettorali. Ognuno cerca di tirare l’acqua al proprio mulino, in un vortice di correnti che francamente ha anche del ridicolo: prima il prodiano Bianchi con annunci di strabilianti politiche sul lavoro, poi la bersaniana Saliera che parla di riduzioni di spesa (nonostante la Corte dei Conti abbia evidenziato un importante aumento della spesa nel triennio 2011-2013). Continua a leggere

BOLLETTA CHOC ENELDopo il terremoto del maggio 2012, tanti emiliano romagnoli vivono in una sorta di limbo, incastrati tra la burocrazia della Regione e controsensi a dir poco allucinanti: oltre 2 mila e 500 persone abitano ancora all’interno dei “map” (i moduli abitati provvisori), di fatto container. Queste persone aspettano di vedersi approvate le richieste di risarcimento, per poter finalmente Continua a leggere

e-cigLa Procura di Torino ha concluso una serie di indagini sulle sostanze contenute in alcune sigarette elettroniche, tranquillamente vendute in negozio. E cosa è emerso dalle verifiche del pm Guariniello? Il liquido della ricarica e la sostanza vaporizzata contenevano acroleina, t-butilbenzene e acetaldeide. Continua a leggere