Giovanni Favia

Ci hanno rubato un sogno. Andiamo a riprendercelo.


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Il 23 novembre si terranno le elezioni regionali in Emilia-Romagna. Il PD, “ditta” che comanda il nostro territorio dal dopoguerra ad oggi, si presenterà alle elezioni per perpetuare per altri 5 anni il proprio sistema di potere e clientele. Nonostante tutti gli indicatori regionali (dalla mobilità all’agricoltura, al turismo, alla sanità etc) ci dicano come le politiche del governo Errani siano state completamente fallimentari, nonostante gli scandali giudiziari che hanno colpito in primis il governatore e successivamente la classe dirigente che si candida a seguirne le orme senza alcun indizio di discontinuità, non ci sono oggi proposte credibili che possano rappresentare un’alternativa di governo.
 
Il PD è sì debole come non mai, lacerato, privo di visioni, contenuti e di una classe dirigente all’altezza, abbandonato sempre di più dai suoi stessi iscritti (vedi il recente flop delle primarie) ma di fatto gioca da solo e senza veri avversari. In questo modo continuerà a vincere, all’ombra di un preoccupante e vertiginoso aumento dell’astensionismo. Da settimane ho offerto il mio contributo alla nascita della lista “Liberi Cittadini per l’Emilia Romagna” (www.listalibericittadini.it) promossa da associazioni, cittadini, comitati, liste civiche comunali che coraggiosamente hanno deciso di reagire a quell’abisso di indifferenza e disillusione, che permea la società civile nei confronti della politica e di una possibilità di vero cambiamento.

L’entusiasmo, il clima, la determinazione delle persone che stanno partecipando, la ricchezza delle proposte che vogliamo portare avanti mi fanno ben sperare. Ma sono altrettanto cosciente che l’obiettivo, seppur nobile, non si debba limitare alla costruzione di un’opposizione seria in Consiglio, ma che debba essere più ambizioso: contendere la Regione al PD. Abbiamo il dovere di provarci, e quale miglior occasione se non questa?

Per raggiungere l’obiettivo c’è però bisogno che tutte le forze “alternative” superino i propri interessi di bottega, cercando una convergenza comune sui grandi temi che interessano il futuro della nostra comunità: ricostruzione post sisma, difesa dei beni comuni, tutela dell’ambiente (gestione corretta dei rifiuti, mobilità collettiva, stop grandi opere inutili e investimenti sulla messa in sicurezza idrogeologica del territorio) e della salute, centralità della sanità, dell’istruzione e del welfare pubblico. E poi lotta senza quartiere alla corruzione, alle infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici, agli sprechi (compresi gli ancora troppo alti costi della politica), alla burocrazia regionale, alle clientele dell’apparato.
Oltre alla lista “Liberi Cittadini per l’Emilia-Romagna”, credo che “L’Altra Emilia-Romagna”, il Movimento civico nato dall’Udicon, la rete “Sisma 12” e l’M5S condividano molti dei contenuti che ho esposto.

Ho grandi perplessità sulle modalità di fare politica di alcuni dei soggetti sopra elencati (a volte con distinzione nette: noi siamo civici al 100% e non vogliamo aggrapparci a nessun brand nazionale o europeo), ma questo non ci deve vietare di ragionare insieme nell’interesse collettivo della regione. La proposta più efficace è oggi quella di un unico candidato presidente che possa rappresentare le diverse sensibilità presenti, ognuna delle quali poi farebbe la sua gara con la propria lista. La legge elettorale regionale è, infatti, diversa da quella nazionale (dove non si vota il premier ma la coalizione). Non un’alleanza vera e propria, quindi, ma il sostegno a una personalità indipendente capace di riunire tutti quelli che sperano in un cambiamento. E sono la maggioranza della popolazione. E’ chiaro che il candidato presidente non dovrebbe appartenere a nessuna delle forze partecipi.

Penso ad esempio ad una figura come quella di Ivan Cicconi, da anni in trincea insieme a comitati e associazioni contro la mala politica. È stimato per la sua serietà e preparazione da ogni forza del raggruppamento sopra citato, non molto tempo fa, è stato ospitato anche sul blog di Beppe Grillo come esperto di appalti pubblici e lotta alla corruzione. Personalmente ho cominciato a collaborare con lui in Comune a Bologna nel 2009 studiando il gioco di scatole cinesi nelle società interne al gruppo Hera, fino alla scrittura della legge regionale da me proposta nel 2011 contro le infiltrazioni mafiose. Passando anche per il lavoro nei comitati per il referendum contro la privatizzazione dell’acqua.
 
Faccio questo appello pubblico sperando che possa essere accolto. Fino ad ora le risposte sono state evasive e contraddittore, ma ormai i tempi sono maturi e le scelte non più rinviabili. Nel caso in cui, in perfetto stile italiota, prevalgano i relativi orticelli, chi vorrà pensare solo al primo brand o spicchio di “potericchio” autonomo si assumerà le responsabilità delle bottiglie che verranno stappate nelle sede PD di via Rivani il prossimo 24 novembre. Per l’ennesima volta. Attenti poi a lamentarsi di chi ci governa e del cambiamento che non arriverà mai.

Noi, e ci costa, il nostro gesto di responsabilità siamo pronti a farlo. E voi?

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Questa mattina i lavoratori dell’ex Manifattura Tabacchi, catene alla mano, hanno iniziato la loro protesta permanente davanti alla sede dell’Assemblea regionale. Rivogliono il loro posto di lavoro che la Regione barattò con il fantomatico progetto del Tecnopolo.

Ormai sono rimasto l’unico a chiedere “giustizia” per queste persone da anni prese in giro dalle istituzioni, dalla politica, dai vari assessori che si sono avvicendati in Giunta, dalla maggioranza che votò una risoluzione che impegnava l’assemblea a prendersi carico della loro situazione lavorativa. Poco fa l’assessore Vecchi li ha incontrati e tutto quello che ha saputo fare è stato allargare le braccia. Per l’ennesima volta.

Chiedo alla vicepresidente Saliera se ha il coraggio di ridire che “gli impegni sono stati rispettati” a questi lavoratori ed alle loro famiglie che, per colpa di una politica industriale regionale scellerata, tra qualche settimana si ritroveranno senza nessuna entrata economica, con solo un pugno di promesse in mano.

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Se mafia, ‘ndrangheta e camorra sono in continua espansione in Emilia le responsabilità maggiori sono dei grandi manovratori delle nostre istituzioni che pensano che la lotta alla criminalità si faccia solo con le dichiarazioni sui giornali. Il Pd e l’intera maggioranza in Regione avevano promesso un progetto di legge sugli appalti pubblici, vera gallina dalle uova d’oro per la criminalità organizzata. La legislatura Continua a leggere

pubblicità a domicilioA inizio anno ho presentato un’interrogazione all’assessore regionale alla Sanità, Carlo Lusenti, per sapere come mai il fascicolo sanitario elettronico non funzionasse a pieno regime, nonostante tutti i soldi spesi dalla Regione negli ultimi anni. L’assessore, rispondendo, non aveva fatto altro che confermare e ribadire ciò che avevo fatto notare: il fascicolo elettronico non funziona correttamente in tutte le Asl emiliano romagnole. E così le persone sono ancora Continua a leggere

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Visto che il M5s, come dice l’onorevole Di Maio, ha poche regole ma uguali per tutti, sono sicuro che non sarà di certo lui il primo a volerle violare. Per questo mi aspetto che si dimetta al più presto dalla carica di deputato visto che anche lui da qualche settimana può fregiarsi dello status di indagato. Di Maio sostiene, a proposito dell’esclusione di Andrea Defranceschi dalle liste per le regionali,  che nel M5S non contano gli individui ma il Progetto, che nessuno è indispensabile e che chi è indagato non si può candidare né può fare attività politica. Bene, a questo punto mi aspetto Continua a leggere

treno-Sulla Modena-Sassuolo la Giunta, come nel suo stile, continua a elencare le solite promesse. “Faremo, stiamo provvedendo, ne stiamo parlando”. Intanto sui treni che collegano le due città, in questi giorni interessati anche dai tanti eventi del Festival Filosofia, i passeggeri continuano a viaggiare in condizioni a dir poco paradossali. Continua a leggere

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Il ritiro di Richetti, dopo quello di Bianchi e di Palma Costi, dimostra che chi dice di fare un passo in avanti poi è disposto a farne due indietro pur di guadagnarsi qualche poltrona. Nel PD chi si candida ormai lo fa con l’unico scopo di far pesare come un macigno il suo ritiro in una successiva trattativa. Il tutto per strappare qualche incarico, nulla più. Ormai siamo alla farsa più totale. Le primarie sono diventate per il PD un nuovo modo per fare campagna elettorale a costo zero, anzi incassando Continua a leggere

emissioni Co2Mentre nel Pd giocano a farsi la guerra sui giornali, per conquistare la prestigiosa poltrona di viale Aldo Moro in vista dell’elezioni regionali, gli emiliano romagnoli stanno soffocando sotto le emissioni di Co2. Nel 2013 sul nostro territorio le emissioni sono cresciute del 8,5% rispetto all’anno precedente, grazie anche a ben 72 nuovi impianti per lo più nel settore della ceramica.
Eppure nella maggioranza avevano provato a farci credere che la nostra salute era importante Continua a leggere